È arrivato il giorno. Contro ogni solipsistico pronostico questa mattina mi sono destato. Accompagnato da un rinnovato vigore e da una crescente emozione sono sceso dal letto e sono andato a salutare, per l'ultima volta i servizi igienici comuni del mio studentato.
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venerdì 1 novembre 2013
giovedì 31 ottobre 2013
Dolcetto e scherzetto del solipsismo
31/10/2013
dopo varie perizie e incredibili, nonché inenarrabili, fatiche sono giunto alla fine del mio soggiorno presso lo studentato del Kolping, Albertus Magnus. Domani infatti mi trasferirò in un altro appartamento, questa volta definitivo. Fino a prova contraria, ma fortunatamente il contratto di locazione che ho firmato sembra darmi ragione: quello di domani sarà il mio ultimo trasloco. Solo a battere queste emozioni sulla tastiera del mio notebook mi sento pervaso da una gioia incontenibile che, però, immancabilmente subito sfuma in un grigiastro dubbio: "ma sarà vero che me ne vado? Non sarà un sogno?".
"E se invece mi fossi creato tutto nella testa?"
«Paranoie da thriller psicologico!» mi rispondo subito.
Però...
dopo varie perizie e incredibili, nonché inenarrabili, fatiche sono giunto alla fine del mio soggiorno presso lo studentato del Kolping, Albertus Magnus. Domani infatti mi trasferirò in un altro appartamento, questa volta definitivo. Fino a prova contraria, ma fortunatamente il contratto di locazione che ho firmato sembra darmi ragione: quello di domani sarà il mio ultimo trasloco. Solo a battere queste emozioni sulla tastiera del mio notebook mi sento pervaso da una gioia incontenibile che, però, immancabilmente subito sfuma in un grigiastro dubbio: "ma sarà vero che me ne vado? Non sarà un sogno?".
"E se invece mi fossi creato tutto nella testa?"
«Paranoie da thriller psicologico!» mi rispondo subito.
Però...
sabato 26 ottobre 2013
Il girotondo delle mutande
Otto paia di calzini, sei mutande (rigorosamente slip), due maglie della salute (ci sono stati giorni davvero freddi), due asciugamani, un paio di pantaloni (oramai lisi e consunti) e un pigiama.
Parte del mio guardaroba, praticamente l'80 percento del mio intimo ha sperimentato il lavaggio -rigorosamente- senza ammorbidente delle lavatrici del Kolping.
25-30 minuti di puro divertimento, preceduti da quei due minuti di decifrazioni delle metodologie di funzionamento del duo lavatrice-asciugatrice, nei sotterranei dell'edificio. Momenti di suspance vera e propria, di quella tensione palpabile che ti viene ad arrovellare il cervello quando, in piedi davanti all'elettrodomestico, fai saettare lo sguardo dal vano per il detersivo alla confezione di prodotto che tieni in mano domandandoti: "E questo dove lo verso?".
Parte del mio guardaroba, praticamente l'80 percento del mio intimo ha sperimentato il lavaggio -rigorosamente- senza ammorbidente delle lavatrici del Kolping.
25-30 minuti di puro divertimento, preceduti da quei due minuti di decifrazioni delle metodologie di funzionamento del duo lavatrice-asciugatrice, nei sotterranei dell'edificio. Momenti di suspance vera e propria, di quella tensione palpabile che ti viene ad arrovellare il cervello quando, in piedi davanti all'elettrodomestico, fai saettare lo sguardo dal vano per il detersivo alla confezione di prodotto che tieni in mano domandandoti: "E questo dove lo verso?".
martedì 15 ottobre 2013
Un po(st) di puzza
Avete presente quando si passa vicino ai bidoni della nettezza urbana, quelli di colore marrone? Quelli dell'umido; quelli che contengono al loro interno scarti e avanzi di tipo organico. Morti per intenderci, sia in senso volgare-colloquiale che in senso puramente concreto.
Siete mai passati accanto a un ristorante in riva al mare? Di quelli aperti per la stagione estiva? Quei locali che attirano con prodotti tipici del mare, con la pescata fresca magari (e si spera).
Bene. Ora: vi è mai capitato di passeggiare, diciamo attorno alle 12 in punto, magari di inizio luglio, accanto a uno di questi ristoranti, magari dalla parte posteriore, lontano dai tavoli, in genere proprio dietro le cabine (o capanni) dello stabilimento?
Per farla breve (dopo averla fatta lunga): avete presente la puzza di quei bidoni che contengono scarti e avanzi morti, in decomposizione, di animali che, anche quando erano vivi, non è che emanassero proprio un odore di lavanda?
Siete mai passati accanto a un ristorante in riva al mare? Di quelli aperti per la stagione estiva? Quei locali che attirano con prodotti tipici del mare, con la pescata fresca magari (e si spera).
Bene. Ora: vi è mai capitato di passeggiare, diciamo attorno alle 12 in punto, magari di inizio luglio, accanto a uno di questi ristoranti, magari dalla parte posteriore, lontano dai tavoli, in genere proprio dietro le cabine (o capanni) dello stabilimento?
Per farla breve (dopo averla fatta lunga): avete presente la puzza di quei bidoni che contengono scarti e avanzi morti, in decomposizione, di animali che, anche quando erano vivi, non è che emanassero proprio un odore di lavanda?
sabato 12 ottobre 2013
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