Se ne vedono tante sul web, spesso mi capita di imbattermi in veri elogi all'ignoranza proprio spulciando la home del mio profilo facebook; tanti commenti e tante immagini di tutti i tipi. Immagini e riferimenti presi, decontestualizzati, mescolati abilmente in una miscela esplosiva, volatile, facilmente propagabile e infiammabile; capace di trovare ampia risonanza proprio in un pubblico che incapace di fare i conti, di unire i punti di una storia di cui è parte.
Ad esempio è un dato di fatto che ci siano molti, moltissimi, italiani che lavorano, integrati, trascorrendo la loro vita in Germania; anche molti figli di italiani emigrati in Germania, la cui madre lingua è il tedesco, vivono perfettamente integrati nella società che li ospita, studiando, relazionandosi con l'identità culturale di quella che è, a tutti gli effetti, casa loro.
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giovedì 27 febbraio 2014
sabato 15 febbraio 2014
Trasporti notturni
Venerdì mattina, verso mezzanotte e trequarti; un giro nella zona dell'università qualche ora prima, una birra con gli amici nel pub proprio adiacente il campus universitario.
L'ultimo tram passa verso le 23:45; ma il mio previdente amico A.C., mi ricorda che, da venerdì, e per tutto il weekend, la città è servita dagli efficienti quanto numerosi Nachtbus, i mazzi notturni che, in vari numeri, e per vari tragitti, assicurano ai nottambuli cittadini come me di non doversi sorbire circa cinque chilometri a piedi sferzati dal vento.
Visto che l'autobus è previsto attorno alle 23:47, zona Universität, mi dirigo con calma alla fermata del mezzo.
L'ultimo tram passa verso le 23:45; ma il mio previdente amico A.C., mi ricorda che, da venerdì, e per tutto il weekend, la città è servita dagli efficienti quanto numerosi Nachtbus, i mazzi notturni che, in vari numeri, e per vari tragitti, assicurano ai nottambuli cittadini come me di non doversi sorbire circa cinque chilometri a piedi sferzati dal vento.
Visto che l'autobus è previsto attorno alle 23:47, zona Universität, mi dirigo con calma alla fermata del mezzo.
martedì 11 febbraio 2014
venerdì 7 febbraio 2014
"Jetzt nominiere ich"
"Ora nomino io".
Un gioco goliardico, molto diffuso in Germania, presumibilmente importato dall'Inghilterra.
Il gioco è molto semplice, intuitivo, e non richiede particolari strumenti se non birra e un computer e/o qualsivoglia altro strumento digitale connesso alla rete, poiché sfrutta la capacità di essere interconnessi con altre persone che sfruttano abitualmente un profilo digitale in internet; in genere FB, il più usato dei social network. In questo gioco entri a far parte per forza, venendo "scelto", nominato da una qualsisi altra persona della tua cerchia di amici, colleghi, conoscenti, familiari.
La nomina consiste in una sfida che è bene non rifiutare, per tenere alto il proprio onore - cavallerescamente parlando.
Venendo nominati si accetta di bere una birra - in bottiglia o in bicchiere non importa, ma sappiate che la bottiglia rende l'impresa più ardua -, una 0,5 vale a dire mezzso litro, di qualsiasi tipo, questo è a vostra completa discrezione, dipende dai gusti - helles, weiß, dunkel - non importa.
La difficcoltà - e qui si spiega il perché sia auspicabile usare un bicchiere - risiede nel fatto che la birra in questione deve essere bevuta "alla goccia" - ergo trangugiata - senza appoggiare il bicchiere o sospendere l'operazione.
Un gioco goliardico, molto diffuso in Germania, presumibilmente importato dall'Inghilterra.
Il gioco è molto semplice, intuitivo, e non richiede particolari strumenti se non birra e un computer e/o qualsivoglia altro strumento digitale connesso alla rete, poiché sfrutta la capacità di essere interconnessi con altre persone che sfruttano abitualmente un profilo digitale in internet; in genere FB, il più usato dei social network. In questo gioco entri a far parte per forza, venendo "scelto", nominato da una qualsisi altra persona della tua cerchia di amici, colleghi, conoscenti, familiari.
La nomina consiste in una sfida che è bene non rifiutare, per tenere alto il proprio onore - cavallerescamente parlando.
Venendo nominati si accetta di bere una birra - in bottiglia o in bicchiere non importa, ma sappiate che la bottiglia rende l'impresa più ardua -, una 0,5 vale a dire mezzso litro, di qualsiasi tipo, questo è a vostra completa discrezione, dipende dai gusti - helles, weiß, dunkel - non importa.
La difficcoltà - e qui si spiega il perché sia auspicabile usare un bicchiere - risiede nel fatto che la birra in questione deve essere bevuta "alla goccia" - ergo trangugiata - senza appoggiare il bicchiere o sospendere l'operazione.
mercoledì 5 febbraio 2014
"Study hard" no grazie
Meno 25 giorni al rientro, mentre scrivo.
Oggi ho speso parte della mia mattinata per riaccompagnare la mia ragazza all'aeroporto (Flughafen) di Monaco. Non ci si abitua mai alle partenze, ai saluti; sono peggio delle distanze invalicabili; ti fanno contare il tempo a ritroso rendendo più impellente il bisogno di fissare una scadenza, una fine che sia collimante con un nuovo inizio. O continuo, se si vuole.
A rendere più pressante il bisogno di fuga, di evasione, dopo aver assaporato le stille di una vecchia nostalgia, si mettono in mezzo gli impellenti obblighi, i doveri che soprassiedono ogni altro svago e libertà. Il mio motivo di questa permanenza in Germania; una delle prove finali che devo affrontare.
Oggi ho speso parte della mia mattinata per riaccompagnare la mia ragazza all'aeroporto (Flughafen) di Monaco. Non ci si abitua mai alle partenze, ai saluti; sono peggio delle distanze invalicabili; ti fanno contare il tempo a ritroso rendendo più impellente il bisogno di fissare una scadenza, una fine che sia collimante con un nuovo inizio. O continuo, se si vuole.
A rendere più pressante il bisogno di fuga, di evasione, dopo aver assaporato le stille di una vecchia nostalgia, si mettono in mezzo gli impellenti obblighi, i doveri che soprassiedono ogni altro svago e libertà. Il mio motivo di questa permanenza in Germania; una delle prove finali che devo affrontare.
giovedì 30 gennaio 2014
Hausarbeit
Per gli amici anglofoni "turn paper", la versione lunga di un "essay"; per gli studenti italiani di qualsiasi tipo di facoltà una semplice tortura cui non sono abituati, dunque, in poche parole, peggiore.
Hausarbeit è la condensazione ultima del senso dei seminari: scrivere una tesina di tot pagine o di tot parole e da consegnare al professore.
Non so il perché ma, per un italiano, questo genere di lavori (per giunta in inglese), puzzano tremendamente di americanata, di lavoro creato a tavolino, di falsa libertà attorno alla scelta di un tema libero che poi, sviluppato, verrà giudicato dal professore. Un lavoro a casa da sviluppare sull'onda dei temi trattati nel corso del seminario; facendo tesoro di tutte le cose che sono state delle a lezione, da professore, sempre presente, e dai compagni di classe, sempre attivi -relativamente- con le loro presentazioni e "referat".
Hausarbeit è la condensazione ultima del senso dei seminari: scrivere una tesina di tot pagine o di tot parole e da consegnare al professore.
Non so il perché ma, per un italiano, questo genere di lavori (per giunta in inglese), puzzano tremendamente di americanata, di lavoro creato a tavolino, di falsa libertà attorno alla scelta di un tema libero che poi, sviluppato, verrà giudicato dal professore. Un lavoro a casa da sviluppare sull'onda dei temi trattati nel corso del seminario; facendo tesoro di tutte le cose che sono state delle a lezione, da professore, sempre presente, e dai compagni di classe, sempre attivi -relativamente- con le loro presentazioni e "referat".
giovedì 23 gennaio 2014
Tempi relativi
Attendendo una risposta dalla mia università italiana (Heimatuniversität), in merito all'invio dei moduli inerenti al "Riconoscimento preventivo" dei corsi che sto seguendo in Germania, mi torna in mente quando, qualche tempo fa, inaspettatamente, ricevetti una mail nella mia casella di posta elettronica, direttamente sul cellulare. La mail in questione mi veniva inviata direttamente dalla mia facoltà, da nientepopodimenoche il CRI (Centro Rapporti Internazionali) del mio ateneo.
mercoledì 22 gennaio 2014
Schlampe
Oggi ho avuto lezione di tedesco, Kompaktkurs, per la precisione, come tutti i mercoledì mattina dalle 8.15 alle 11.30.
A lezione abbiamo affrontato molti temi, discusso attorno a molti quesiti di ordine quotidiano, niente di storico, ostico o trascendentale, come il verbo teutonico fa subito pensare; dato che, sembrerà strano ai più, ma in Germania, non sono esistiti solo Hitler e la Merkel, storia e politica, e qualcosa come Gigakilogrammi di filosofi.
Abbiamo parlato del più e del meno seguendo i temi del nostro libro di testo e le ultime questioni grammaticali affrontate nel corso delle lezioni del corso e, idea della professoressa L.C., nella seconda parte della lezione abbiamo aperto una piccola discussione attorno al tema dei trasporti, privati e pubblici, che si possono usare, e dei motivi che ci spingono a sceglierli (vorteile o nachteile?).
A lezione abbiamo affrontato molti temi, discusso attorno a molti quesiti di ordine quotidiano, niente di storico, ostico o trascendentale, come il verbo teutonico fa subito pensare; dato che, sembrerà strano ai più, ma in Germania, non sono esistiti solo Hitler e la Merkel, storia e politica, e qualcosa come Gigakilogrammi di filosofi.
Abbiamo parlato del più e del meno seguendo i temi del nostro libro di testo e le ultime questioni grammaticali affrontate nel corso delle lezioni del corso e, idea della professoressa L.C., nella seconda parte della lezione abbiamo aperto una piccola discussione attorno al tema dei trasporti, privati e pubblici, che si possono usare, e dei motivi che ci spingono a sceglierli (vorteile o nachteile?).
giovedì 2 gennaio 2014
"Auguri" e " Avventura con propositi"
- Auguri di buon 2014.
Comunque sia vi auguro un felicissimo 2014. Pieno di pace, di gioia, felicità, di amore, di donne o di uomini e/o di ambedue.
- Ma adesso passiamo all'"Avventura con propositi".
venerdì 13 dicembre 2013
"In culo al mondo"
È il tredici dicembre duemilatredici. Vorrei fare un punto della situazione globale, ma non ne ho voglia. Vorrei parlare di qualcosa di specifico, di tedesco, di culturalmente interessante. Ma non ne ho proprio voglia.
Mi piacerebbe... non lo so. Ho mangiato e ho lo stomaco pieno. È un venerdì sera senza prospettive perché IO ho deciso di rimanere senza prospettive. Ho voglia di combattere l'uggia; ma la verità è che non ne ho poi così voglia.
Ho voglia di scrivere qualcosa. Allora decido di fare un piccolo punto della situazione globale delle mie ansie.
Mi piacerebbe... non lo so. Ho mangiato e ho lo stomaco pieno. È un venerdì sera senza prospettive perché IO ho deciso di rimanere senza prospettive. Ho voglia di combattere l'uggia; ma la verità è che non ne ho poi così voglia.
Ho voglia di scrivere qualcosa. Allora decido di fare un piccolo punto della situazione globale delle mie ansie.
mercoledì 27 novembre 2013
sabato 16 novembre 2013
La rivolta della tecnologia:
Oggi ho scoperto che è scaduto, chissà quando, il product key della mia versione di microsoft. Poco male, da qualche mese sono passato a open office per metterla in quel posto alla microsoft.
Fatto da niente dunque. E invece no, il problema c'è eccome: martedì devo presentare all'università il mio primo referat, e senza il pacchetto microsoft operativo, provvisto di un dannato codice, non posso usare Power Point.
Fatto da niente dunque. E invece no, il problema c'è eccome: martedì devo presentare all'università il mio primo referat, e senza il pacchetto microsoft operativo, provvisto di un dannato codice, non posso usare Power Point.
giovedì 14 novembre 2013
Un ironico "mi scusi"
Quando lo sento, o quando lo uso, il più delle volte in luoghi pubblici verso estranei mentre altri estranei si trovano attorno a me, l'entschuldigung tedesco mi lascia sempre un po' perplesso. Molto probabilmente il mio presentimento viene dal trovarmi di fronte ad un parola chilometrica rispetto al microscopico "scusa" o al più formale "mi scusi" o, ancora, all'unico "scusami" della lingua italiana.
giovedì 7 novembre 2013
Umorismo
Il pirandelliano "avvertimento del contrario" che si tramuta nel "sentimento del contrario" la spiegazione che né da lo stesso Pirandello nel suo noto saggio.
mercoledì 6 novembre 2013
"Warum ist die Banane krumm?"
Oggi, al Kompaktkurs di tedesco, la professoressa L.C. ha usato un interessante modo di dire che mi ha subito colpito per la sua prosodia leggiadra e, al contempo sferzante; un jingle infantile, non privo di un forte valore culturale.
martedì 5 novembre 2013
Mettiamo i puntini sulle "o"
Si osservano passare le macchine ogni giorno; in ogni luogo vediamo una quantità impressionante di vetture. Ogni giorno ci sfrecciano accanto centinaia di migliaia di veicoli di tutti i tipi, di tulle le dimensioni, colori, modelli, marche, cilindrate; a pedali, senza pedali, con le ruote sgonfie, con le ruote forate, con il famoso "ruotino di scorta"; con portiere e/o quinta porta -del bagagliaio- di colore differente dal resto della carrozzeria.
domenica 3 novembre 2013
Maledictionis
La maledizione della domenica mattina; il giorno di festa che ti porta via lo Spaß (divertimento) per sostituirlo con la Ruhe (tranquillità) più quieta che si possa immaginare.
sabato 2 novembre 2013
La cosa importante è il dettaglio
Il contorno è il letto su cui va adagiata la portata principale; il piacevole elemento scenico che serve da accompagnamento; quello strumento isolato che in un'orchestra, nel mentre dell'overture della sinfonia, non ti sembra neppure che stia suonando assieme a tutti gli altri suoi colleghi, tanto le sue note sembrino inferiori alla forza delle note fondamentali che fanno vibrare tutto il teatro. Un elemento di contorno, appunto.
giovedì 19 settembre 2013
Ferro rovente
Ecco, ho dato l'ultimo esame in Italia prima della partenza. Esito positivo: molta soddisfazione ma altrettanta stanchezza, accumulata non solo per lo studio.
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